Mille indirizzi per gli alieni. Si avvicina l’ora del contatto
Scritto da Francesco Polimeni • Giovedì, 24 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Ufologia
Il mistero degli extraterrestri (c’è qualcuno nel cielo là fuori?) vola su due livelli ben distinti: al primo ci sono le migliaia di osservazioni oculari di dischi volanti, le foto e i film con le immagini sgranate, e le presunte vittime di rapimenti; mentre al secondo livello si posizionano gli astronomi, che provano a captare le emissioni radio di civiltà sconosciute (programma Seti) o che cercano nello spazio profondo le condizioni adatte a ospitare la vita (missioni Corot e Kepler).
Volendo fare il punto, il minimo che si possa dire è che a questi due livelli non si viaggia alla stessa velocità.
Quella che potremmo definire l’ufologia popolare sembra finita in un cul-de-sac, nonostante i risultati più che rispettabili che ha messo insieme negli anni. Fatta la tara di tante vere e proprie bufale e dei non-misteri facilmente spiegabili con un po’ di analisi seria dei fatti, si è cumulato su dischi volanti e affini un notevole numero di osservazioni empiriche meritevoli di approfondimento da parte delle autorità militari. Per fare un solo esempio, uno dei casi più interessanti e studiati a livello internazionale è l’oggetto luminoso bianco-azzurro che comparve sull’aeroporto di Torino Caselle il 30 novembre 1973 (ne riferì ampiamente «La Stampa», per chi ha l’età per ricordare).
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