Extraterrestri, perchè gli alieni si rifiutano di parlare con l’ uomo
Scritto da Francesco Polimeni • Domenica, 6 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Libri
Lo chiamano “Il Grande Silenzio”. E’ il silenzio che è possibile ascoltare attraverso gli apparati di monitoraggio del Progetto SETI, e che per ora ha lasciato i ricercatori di vita extraterrestre a bocca asciutta.
Il Grande Silenzio dura da circa 50 anni, e a parte qualche “wow signal”, niente di extraterrestre è mai stato captato prima d’ora.
Anche se Stephen Hawking avverte che, forse, è meglio così, dato che potremmo cercarci dei guai che sarebbe meglio evitare, fremo di impazienza al solo pensiero di trovare una civiltà extraterrestre con la quale comunicare; e come me molte altre persone, tra le quali coloro che hanno dedicato buona parte della loro vita a questo scopo.
Ma dove sono gli extraterrestri? Perchè non siamo stati ancora in grado di trovarli, di sentire i loro bisbigli galattici, di intercettare le loro comunicazioni?
Forse, il nostro approccio è completamente sbagliato, come suggerisce Paul Davies nel suo libro “The Eerie Silence”.
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Torniamo ad occuparci di Titano, una delle lune del Sistema Solare più promettenti per quanto riguarda la ricerca di vita extraterrestre.
In provincia di Napoli è ufomania. Dopo il “caso” Crispano, una segnalazione arriva anche dall’area nolana, precisamente da Roccarainola, dove due coniugi affermano di avere visto “quattro fasci luminosi” sull’altura che ospita un noto ristorante.
In Inghilterra è possibile parlare di ufologia in modo serio perché si è creata una sinergia tra governo, media, giornali e cittadini che non hanno paura di parlare e di essere presi in giro o ridicolizzati come avviene nel nostro paese.
La psicosi da Ufo, nonostante le continue smentite, le farse, le chiacchiere, le burle, le palline con lo sputo appiccicate ai vetri, le palle e gli sputi senza i vetri, gli sputi sui vetri e le palle di vetro, non tende a diminuire, ma anzi è fomentata da continui e dubbi avvistamenti sponsorizzati dai media più dell’ennesimo film di Natale con DeSica; che si trovi a Miami, in Egitto, a St. Moritz, a Cernusco sul Naviglio o in una toilette da campo, tutto si risolve sempre in “sdrappone” dalle forme procaci e battute di quarto scarto.
Sono dieci. Magari qualcuno in più. Ma in linea di massima quando si parla di Ufo prima o poi il loro nome lo trovate sempre. O sono gli artefici degli “scoop”, o sono quelli che commentano la “notizia” a caldo. Provateci anche voi.
Roberto Pinotti è un uomo che fa discutere. Veneziano, 65 anni, sociologo e scrittore, è il maggiore esperto italiano di ufologia. Crede negli alieni. Contro ogni scetticismo e ogni pregiudizio. Dice che solo negli ultimi sessant'anni sono stati documentati almeno 150mila casi per i quali ogni ipotesi di spiegazione convenzionale non si è rivelata valida e credibile. Spiega che molti ancora non credono alla teoria extraterrestre, anche perché le autorità politiche e militari continuano a mettere in campo strategie di discredito. 
