Titano, sonda Cassini ipotizza forme di vita extraterrestre
Scritto da Francesco Polimeni • Venerdì, 4 giugno 2010 • Commenti 1 • Categoria: Alieni
Torniamo ad occuparci di Titano, una delle lune del Sistema Solare più promettenti per quanto riguarda la ricerca di vita extraterrestre.
Benchè sia un mondo composto da idrocarburi, e che nell’ immaginario collettivo sembri essere il più lontano possibile dal mondo ideale per ospitare la vita, una raccolta di dati provenienti dalla sonda Cassini mostra la complessa chimica di Titano, e suggerisce che alcune reazioni chimiche potrebbero essere frutto di una forma esotica di vita extraterrestre.
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Lo chiamano: oggetto sommerso non identificato. Una variante del più ampio fenomeno Ufo, che domenica sera ha di nuovo interessato il lago di Castel Gandolfo. I testimoni raccontano di una sfera luminosa sommersa nell'acqua nella zona della «culla del lago».
Roberto Pinotti è un uomo che fa discutere. Veneziano, 65 anni, sociologo e scrittore, è il maggiore esperto italiano di ufologia. Crede negli alieni. Contro ogni scetticismo e ogni pregiudizio. Dice che solo negli ultimi sessant'anni sono stati documentati almeno 150mila casi per i quali ogni ipotesi di spiegazione convenzionale non si è rivelata valida e credibile. Spiega che molti ancora non credono alla teoria extraterrestre, anche perché le autorità politiche e militari continuano a mettere in campo strategie di discredito.
I marziani? Sono già arrivati sulla Terra ben 13.000 anni fa, ma non erano a bordo di dischi volanti e non avevano le sembianze di omini verdi. Erano batteri contenuti su un meteorite. Lo annuncia la NASA.
Dal momento che non sono pochi quelli che ci credono, è lecito chiedersi se quel che chiamiamo «Dio» non sia per caso una civiltà di extraterrestri dalla quale la razza umana in qualche modo discende.
Il video di questa strana struttura nuvolosa ha fatto il giro del mondo. Qualcuno ha pensato di rivivere l'episodio finale del grande film di Spielberg "Incontri ravvicinati del terzo tipo", altri hanno pensato invece ad una grave contaminazione chimica operata a scopi bellici.
Negli anni 1970 fu sviluppato il nuovo concetto di ‘panico morale’ per spiegare come alcuni problemi sociali siano ipercostruiti e generino timori esagerati.
