La fine del mondo?
Scritto da Francesco Polimeni • Martedì, 29 settembre 2009 • Categoria: Libri
Negli anni 1970 fu sviluppato il nuovo concetto di ‘panico morale’ per spiegare come alcuni problemi sociali siano ipercostruiti e generino timori esagerati.
I panici morali sono stati definiti come problemi sociali socialmente costruiti caratterizzati, sia nella rappresentazione mediatica sia nelle istituzioni politiche, da una reazione sproporzionata rispetto all’effettiva minaccia, spesso basata su statistiche folkloriche che, benché non confermate da studi accademici, sono ripetute da un mezzo di comunicazione all’altro e possono ispirare misure politiche.
Secondo Philip Jenkins (uno dei principali studiosi dei panici morali), ‘la reazione di panico non avviene a causa di una valutazione razionale della scala di una particolare minaccia’. E’ piuttosto ‘un risultato di timori non ben definiti che, alla fine, trovano un centro drammatico e semplificato in un singolo incidente o stereotipo, che quindi funge da simbolo visibile per la discussione e il dibattito’.”
E’ con queste parole che inizia la ricerca del CESNUR (Center for Studies on new Religions). Il “centro drammatico e semplificato” di cui parla la ricerca trova oggi uno dei numerosi sfoghi nella vena catastrofista che ci sta sommergendo via media, tv, stampa e cimema. La fine del mondo, attacchi e invasioni aliene, complotti.



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